I primi capitoli della Genesi descrivono come Dio nella sua onnipotenza “crea tutte le cose”: crea la luce e il cielo, crea le piante, crea gli animali e infine, al culmine della sua libera attività creatrice, crea l’uomo a sua immagine e somiglianza. La concezione cosmologica della Bibbia assegna all’uomo un legame inscindibile con il mondo e la natura, all’interno di una realtà dialogica con il suo Creatore che evolve parallelamente all’agire dell’uomo. L’uomo nella sua corporeità appare dalla polvere e, ricevendo l’alito della vita, acquista il segno più alto della sua umanità che lo rende simile e di poco inferiore a Dio, ma superiore agli animali. Tra uomo e donna vigono uguale dignità, complementarietà e reciproca attrazione; essi sono chiamati ad esistere reciprocamente l’uno per l’altro e non soltanto l’uno accanto all’altro.