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Il libretto di Giona si compone di quattro capitoli. Molti problemi pone il libretto non solo sul tempo di composizione ma anche sulla redazione. L’argomento riguarda la conversione di Ninive, la grande città, per questa ragione si esclude che sia contemporaneo ai fatti a cui si riferisce. Sembra più facile collocarlo nell’alveo della letteratura post esilica. Si andrebbe dal V al III secolo avanti Cristo.
Non volendo trascurare l’importanza dei problemi redazionali, risulta interessante che l’autore venga enumerato tra i profeti anche se minori e sul contenuto dei quattro capitoli. Il libretto è senz’altro un’opera letteraria e la forma di profezia esula dal comune. Si potrebbe dire che si tratti di una “letteratura” profetica e che l’autore non veda altro se non la lotta di Dio con gli uomini. Dio vuole salvare gli uomini chiamandoli alla conversione. Per questo manda Giona che si rifiuta e va altrove. Dio che vuole convertire non solo i niniviti ma anche lo stesso profeta attraverso le varie peripezie della nave, del pesce e del forte mal di testa, gli affida il secondo mandato. La conversione dei niniviti e del loro re provoca l’indispettimento e la rabbia dello stesso Giona. La storia del ricino aiuta finalmente il profeta a capire e quindi a convertirsi.
La misericordia di Dio per tutti gli uomini di tutta la terra, per gli animali e per ogni singolo uomo sembra essere l’argomento profetico del libretto che preannuncia l’amore misericordioso annunciato da Gesù(Don Leone Calambrogio).