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Daniele era un bambino ebreo e la sua storia ebbe inizio, molto tempo fa, quando fu deportato assieme ai suoi connazionali.Infatti, a causa della disobbedienza del Suo popolo, Dio permise che un re nemico invadesse la terra d'Israele, conquistandola e deportando le persone superstite nel suo regno, a Babilonia.Sicuramente i genitori di Daniele morirono in quella occasione.Anche Daniele, poco più che un ragazzino, fu costretto a lasciare il suo paese, con alcuni suoi amici, come prigioniero nel regno babilonese, governato da Nabucodonosor.Daniele trascorse la sua giovinezza proprio nella corte del re e fu istruito nelle varie discipline di quel tempo.Passava il tempo e Daniele cresceva in statura e in conoscenza tanto da diventare il primo funzionario del re di Babilonia.
Oltre ad essere istruito nelle cose del regno e ad impegnarsi per gli affari del re di Babilonia, Daniele si dedicava allo studio della Parola di Dio e alla Sua devozione, ricevendo da Dio il dono dell'interpretazione dei sogni.Così Daniele cresceva in grazia davanti a Dio ed era molto rispettato a corte, e questo non gli impediva di dedicarsi alle cose di Dio.
Lui non si atteneva agli usi e costumi del luogo dove risiedeva e non mangiava i cibi che erano proibiti da Dio.Daniele amava Dio e trascorreva molto tempo con Lui, con preghiere, digiuni, contemplazione e lettura della Bibbia; in tutto e per tutto era fedele a Dio e ai Suoi comandamenti.Il tempo passava e i regni si susseguivano, infatti i Medi e Persiani nel 539 a.C. conquistarono l'impero babilonese e divennero i padroni di quelle terre, anche i funzionari di corte furono loro assoggettati e di conseguenza anche Daniele.Il re Dario notò subito la bravura di Daniele, apprezzando i suoi consigli e il suo modo di amministrare gli affari di corte.Tra il re e Daniele si è instaurato subito un buon rapporto e questo purtroppo fece sorgere delle invidie da parte di altri funzionari del re; alla fine questi escogitarono un piano per togliere di mezzo Daniele.
Per mezzo di un inganno costrinsero il re a promulgare una legge dove si vietava, nell'arco di un tempo stabilito, ad alcun suddito di rivolgere richieste e favori a chiunque, uomo o Dio, all'infuori del re.
Un giorno, nella sua abitazione, mentre rivolgeva la sua preghiera a Dio, come era solito fare ogni giorno, venne arrestato con l'accusa di aver trasgredito la legge del re di Persia.
Il re Dario, a malincuore, fu costretto ad infliggere la pena a Daniele: essere sbranato dai leoni. Così Daniele fu calato nella fossa dei leoni e, chiusa l'apertura, andarono via tutti, anche il re.
Daniele, fedele a Dio, non si scoraggiò e affrontò questa grande prova tra i leoni, e il Signore non lo abbandonò.
Il re, da parte sua, non poteva prendere sonno, pensava sempre a Daniele e a come era stato costretto a quel gesto insano.
L'indomani mattina, il re per primo si recò alla fossa e chiamò Daniele; lui sperava in un miracolo, perché aveva sentito parlare, da Daniele stesso, come Dio è potente, può fare tutto e come viene in favore di coloro che Lo temono.Infatti, tolta la pietra, si presentò loro una scena straordinaria: Daniele vivo con i leoni attorno a lui, docili come dei gattini.
Il re fece uscire subito Daniele dalla fossa e comandò che vi fossero gettati i suoi accusatori, i quali, però non furono risparmiati dai leoni... avevano digiunato solo per una notte.
Questo fatto consolidò ancor di più la fede di Daniele e anche quella del re Dario, il quale comprese ed accettò che il Dio di Daniele era il più grande e il più potente fra tutti gli dei che si adoravano nel suo regno, infatti solo il Dio di Daniele (come anche il nostro, oggi) è il vero e unico Dio, mentre tutti gli altri sono solo idoli muti(www.periragazzi.net).