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Nel palazzo di Assuero, re di Babilonia, viveva un israelita di nome Mardocheo. Egli apparteneva a quegli israeliti che da Gerusalemme erano stati portati in esilio a Oriente, e ora prestava ser­vizio alla corte del re. Mardocheo aveva allevato come se fosse sua figlia una giovane, figlia di suo fratello, di nome Ester; ella era rimasta senza i genitori, e lo zio si prese cura di lei. Accadde che Assuero preferì Ester a tutte le altre donne del suo regno: la sposò, le mise in capo la corona reale e la nominò regina. Un giorno Mardocheo udì il com­plotto di due ministri che progetta­vano di uccidere il re. Mardocheo lo disse a Ester, e Ester lo disse al re. Fu fatta un'indagine, il complotto si rivelò vero e i due ministri furono entrambi giudicati colpevoli e meri­tevoli di morte. Dopo qualche tempo, il re mise un uomo di nome Aman a capo di tutti i principi che governavano il re­gno. Aman odiava Mardocheo e tutto il popolo d'Israele; per questo un giorno si presentò ad Assuero e gli disse: «C'è un popolo sparso per tutte le province del tuo regno. Le sue leggi sono differenti da quelle degli altri popoli, e non osserva le leggi che tu hai emanato. Se così ti piace, dà ordine che sia sterminato e le sue proprietà siano requisite. Io stesso verserò gran parte delle loro ricchezze nel tesoro reale». Assuero si tolse l'anello con il si­gillo e lo consegnò ad Aman, per dire che gli dava pieni poteri in quella questione, e precisò: «Il da­naro tienilo per te; e di quel popolo fa' come ti piace: è tuo». Aman scrisse ai principi di tutto il regno una lettera con il sigillo del re, per annunciare che in un certo giorno, il tredici del mese di Adar, tutti gli Israeliti dovevano essere sterminati, e tutti i loro beni dove­vano essere confiscati. Quando seppe di quella decisio­ne, Mardocheo si stracciò gli abiti, si vestì di sacco in segno di grande dolore e con il capo cosparso di ce­nere andò per la città, levando gri­da di dolore. In quel modo egli intendeva an­che richiamare l'attenzione di Ester. Non poteva andare da lei, perché nessuno sapeva che Ester, la regi­na, apparteneva anch'ella al popolo d'Israele. Quando riferirono a Ester che Mardocheo si comportava in quello strano modo che indicava un grande dolore, Ester chiamò un fidato funzionario del re e lo mandò na­scostamente da Mardocheo a vede­re che cosa era accaduto. Mardocheo informò il funzionario del progetto di Aman, e fece pregare Ester di presentarsi al re a difen­dere il suo popolo. Ma questo era molto rischioso, Ester lo sapeva bene: se qualcuno, non importa se uomo o donna, se sconosciuto o amico, e compresi i ministri e la stessa regina, si fosse presentato al re senza essere stato chiamato, sa­rebbe stato messo a morte; a meno che il re avesse puntato lo scettro contro quella persona, conceden­dole di parlare e di restare in vita. Mardocheo tuttavia pregò ancora Ester di intervenire, e tentare di sal­vare il suo stesso popolo anche a rischio della vita. La regina gli man­dò questa risposta: «Va', raduna tutti gli Israeliti che abitano in que­ sta città e digiunate per me per tre giorni; anch'io, con le mie ancelle, digiunerò per chiedere l'aiuto di Dio. Poi mi presenterò al re e, se dovrò morire, morirò». Il terzo giorno, dopo una lunga preghiera al Signore, Ester indossò le vesti regali e così adornata si pre­sentò al re. Ella piacque al re, il quale puntò lo scettro verso di lei e le chiese: «Che cosa desideri, regina Ester? Qualunque cosa mi chiedi te la con­cederò, fosse anche la metà del mio regno». «Ti chiedo di intervenire oggi al banchetto che ho preparato per te e per Aman» rispose la regina. Il re e Aman andarono al ban­chetto, e Assuero disse ancora: «Che cosa desideri, regina Ester? Qualunque sarà la tua richiesta, sarà soddisfatta». Ester allora disse: «Se ho trovato favore ai tuoi occhi, o re, come pri­mo desiderio concedimi la vita, e come secondo desiderio sia rispar­miato il mio popolo. Poiché io e il mio popolo siamo condannati ad essere distrutti, uccisi e annientati». «Chi è, dov'è colui che osa pro­gettare ciò?» chiese il re, sorpreso e adirato. «L'oppressore, il nemico è quel malvagio di Aman» disse coraggio­samente Ester, puntando il dito contro il ministro del re. Aman fu preso da paura; tentò di implorare perdono per quello che aveva fatto, ma Assuero non volle sentire altro e lo condannò a morte. Poi diede ordine a tutto il regno di salvare la vita a tutti gli appartenenti al popolo d'Israele. In seguito Mardocheo si presentò al re, perché Ester gli aveva detto chi era Mardocheo per lei. Assuero prese l'anello con il sigillo reale, che aveva tolto ad Aman, e lo diede a Mardocheo, ordinando che il suo nuovo ministro avesse onori regali. Tutti gli Israeliti ebbero in quei gior­ni gioia e onore, grazie a Ester, la regina che salvò il suo popolo. Ester 1-8(www.preghiereagesuemaria.it).