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Un giorno Dio disse ad Abramo: «Offrimi in sacrificio il tuo unico fi­glio, Isacco». A quel tempo non era raro che gli uomini uccidessero i propri figli per rendere omaggio ai loro dèi: Abramo forse pensò che il Signore non era diverso dagli altri dèi. Ma si meravigliò ugualmente: Dio gli aveva promesso una nume­rosa discendenza, ed ora gli chiede­va di sacrificare il suo unico figlio. Egli era molto vecchio, altri figli non avrebbe potuto averne: come dun­que si sarebbero realizzate le pro­messe annunciate dal Signore? Abramo non capiva: ma se quella era la volontà di Dio, bisognava obbedire. Una mattina caricò l'asino con della legna, e partì con Isacco che era ormai un ragazzo. Giunto al monte Moria, lasciato l'asino caricò la legna sulle spalle di Isacco e con lui salì il monte. Sulla cima preparò un altare, vi dispose la legna e so­pra la legna mise il ragazzo; estrasse il coltello, e stava per vibrare il col­po quando un angelo di Dio gli fer­mò la mano e gli disse: «Non ucci­dere il ragazzo, non fargli alcun male! Ora Dio sa che tu lo ami so­pra ogni cosa, tanto che non gli hai rifiutato il tuo unico figlio». Dio ave­va messo Abramo alla prova.a(www.preghiereagesuemaria.it.)